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Quarta Parete porta in scena il ''Macbett'' di Ionesco
La stagione di Quarta Parete si avvia alla conclusione. Come è consuetudine, da qualche anno a questa parte, il gruppo piacentino ha lavorato davvero sodo, forte di un nucleo attoriale solido e determinato.
Nel corso della stagione, oltre a diverse riprese (Càsina e Bim bum bar fra le altre) e a diversi readings, ha prodotto quattro nuovi lavori, tutti impegnativi e di tenore diverso, che hanno permesso a tutta la compagnia di spaziare su svariati registri.
Dopo La signorina Papillon di Stefano Benni (1° premio del pubblico alla fase interregionale di Forlì nel concorso di regia Fantasio Piccoli), Anni d'infanzia di Jona Oberski (produzione legata alla Giornata della Memoria), Una voce poco fa di Enrico Maini (divertente commedia dell'autore castellano), Quarta Parete si appresta a presentare Macbett in progress (lavori in corso), libero adattamento dal Macbett di Ionesco.
L'appuntamento è per venerdì 27 maggio alle 21 al Teatro San Matteo, all'interno di Final de fiesta (rassegna di alcuni gruppi piacentini). Il Macbett di Ionesco è la sarcastica rivisitazione del Macbeth di Shakespeare.
Se nella tragedia inglese prevalgono le oscure trame del potere, che contaminano tutti i personaggi come un virus letale, Ionesco sceglie un altro tono. Il suo Macbett e compagni sono le estreme e grottesche caricature della brama di potere: le carneficine sono portate all'estrema esagerazione fino a vuotarle di qualsiasi identità e significato. Ionesco mette in scena i “non-personaggi” e Quarta Parete sposa in pieno questa visione: la brama di potere rende uguali, “livella le marionette personaggi”.
Sotto il sarcasmo e la presa in giro di ripetizioni di frasi assolutamente banali, solo una realtà rimane sempre uguale a se stessa: potere e violenza vanno sempre in coppia. Ionesco gioca a dissacrare. Quarta Parete sostiene questo gioco; a partire dal titolo dello spettacolo, Macbett in progress (lavori in corso). Infatti non è stata elaborata tutta la partitura del testo; all'interno dello spettacolo vi sono tre zone di “lavori in corso”, che stanno a significare tre pause di riflessione che la regia ha posizionato in tre punti nevralgici: l'uccisione di Duncan, il banchetto dell'incoronazione di Macbett susseguente all'omicidio di Banco e, infine, l'ascesa al trono di Macol. Queste situazioni drammaturgiche vengono congelate in tableaux vivants, sostenute unicamente da didascalici riassunti.
Anche il finale risente di una precisa scelta registica: Macol è interpretato da un ragazzo, quasi inconsapevole della portata del proprio progetto; le parole stridono col suo comportamento evanescente. Ma dietro a Macol già si profila un ambiguo personaggio, pronto a suggerire nuove inquietanti strategie. Il potere rinnova i propri (nefasti) fasti...
In scena, quasi al completo, il nucleo storico di Quarta Parete: Fabio Camoni (Duncan), Daniele Righi (Macbett), Anna Gallazzi (Lady Duncan), Elvino Barazzoni (Banco), Stefania Gennari (prima strega), Luana Bolzoni (seconda strega), Chiara Feccia (dama di compagnia, convitato), Paola Vincini (baronessa Glamiss), Cristina Bagnalasta (baronessa Candor), Tino Rossi (ufficiale), Karla Rodriguez (venditore di bevande, soldato, malato, convitato), Lorelle Carini (soldato, malato, convitato), Giorgia Prandini (soldato, serva, malato, convitato), Stefania Zanfrisco (soldato, malato, convitato), Elena Cerri (soldato, monaco, malato, serva), Lorenzo Bolzoni (vice Macol). A questi si aggiungono Paolo Muzio (Macol), Mara Tutone (soldato, malato, narratore) ed Elena Verdi (soldato, malato, narratore), tutti e tre provenienti dal laboratorio di Gossolengo (tenuto anche quest'anno da Quarta Parete). La regia è di Tino Rossi, luci e musiche sono curate da Giovanna Tanzi e Mino Zilocchi (che ha curato anche gli elementi scenici). La parte grafica è stata curata da Lorenzo Bolzoni.
25/05/2005 15.43.06
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Teatro amatoriale, in San Matteo scene di festa
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